Corso di autodifesa

 

 

Il Maestro Gamba “aggredito” dalle donne

 

           Questa volta di botte ne hanno prese un bel po’ i collaboratori del Maestro Gamba, e da avversari coriacei e determinati: un gruppo di venticinque donne che hanno applicato le tecniche di autodifesa e antiaggressione che proprio il Maestro ha insegnato loro, attingendo dall’enorme patrimonio delle Arti Marziali e dalla sua ormai quarantennale esperienza. Si è appena concluso, infatti, il corso organizzato dalla Tora Dojo, rivolto a donne e ragazze che hanno deciso di dotarsi di conoscenze e grinta per evitare e contrastare eventuali molestie e aggressioni: le rappresentanti del “gentil sesso” hanno frequentato per cinque settimane le lezioni e, dopo un inizio un poco timido e impacciato, hanno sfoderato un’aggressività e una forza degne di un vero “karateka”. L’iniziativa è partita dalla richiesta di alcune madri i cui bambini frequentano il Dojo di Voltabarozzo: perché non imparare qualcuna delle tecniche che i piccoli apprendono e rendersi consapevoli delle proprie capacità? Perché non provare a essere capaci di difendersi? Detto, fatto: in pochi giorni si sono aperte e chiuse le iscrizioni, segno che il bisogno di darsi da fare è diffuso e reale. Così il Maestro Gamba ha insegnato alle sue nuove allieve le tecniche più efficaci per prevenire e uscire da situazioni pericolose e i suoi studenti – tutte le cinture più alte in grado, marroni,nere, II, III, e V DAN – si sono prestati al ruolo di molestatori o aggressori, ma hanno subito a loro volta la reazione delle loro “vittime”: le donne hanno applicato con capacità ed efficacia quanto hanno di volta in volta imparato, e ne hanno esperimentato l’efficacia, dimostrando a se stesse e agli altri che anche una donna, opportunamente addestrata e consapevole dei suoi mezzi, può mettere in difficoltà un uomo malintenzionato. Così i “malcapitati” studenti della Tora Dojo hanno preso calci, pugni e sono stati proiettati a terra senza pietà, come meriterebbe un vero aggressore. Il corso si è concluso con in complimenti del Maestro alle sue diligenti e grintose allieve, con l’intenzione di ripetere la bella e utile esperienza e con l’augurio di non dover mai applicare quello che hanno imparato: ma se capitasse una situazione spiacevole, ora c’è in giro per Padova qualche donna in più che sa cosa fare!

                                                                 

                                                       Articolo tratto dal Gazzettino di Venerdì 31 Dicembre

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