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Con l'occasione di fornire documentazione "storica" per la realizzazione di questo sito, ho riaperto cassetti chiusi da tempo, dove, fra molte altre cose, importanti per la storia moderna del Karate,  ho ritrovato questo vecchio numero della rivista Banzai che contiene un'interessante intervista rilasciata, più di trentt’anni fa, dal Maestro P. Urban, ospite nel mio dojo. Dalle parole di Peter Urban si possono apprendere la sua filosofia di vita e il rapporto con le Arti Marziali. Lo ritengo un documento importante per gli studiosi e per i giovani praticanti.

                                                                                                   M° A. Gamba

     Dalla Rivista “BANZAI”

 

 

Viene di seguito riportata parte dell’intervista effettuata al M° P. Urban, ospite nel dojo del M°Gamba.

L’intervista, divisa in due puntate, è tratta dal mensile BANZAI:
1a PUNTATA: MENSILE N°8-AGOSTO 1980

2a PUNTATA: MENSILE N°9-SETTEMBRE 1980

Banzai: Lei, maestro, è stato uno dei primi a portare il Karate negli Stati Uniti

Urban: Non uno dei primi, il primo a introdurre il Goju; oggi non sono più tanto importante, ma agli inizi la mia apparizione ha prodotto una rivoluzione.

Banzai: Quindi le sue radici sono giapponesi.

Urban: Si e ne sono orgoglioso. Ho avuto un po' il ruolo di Cristoforo Colombo del Goju e sono anche orgoglioso di aver fondato l'U.S.A.G.A. qui in Italia.

Banzai: Quando è avvenuto il suo rimpatrio negli Stati Uniti e quando si è staccato dal Gojukai?

Urban: La mia opera di divulgazione ha avuto inizio nel 1959, ma nel 1965 circa ho smesso di glorificare il nome degli altri. Il primo gradino dell'organizzarsi consiste nel definirsi. Io ho finito di camminare dietro ai giapponesi ed ho avuto il coraggio di definire col mio nome e con quello del mio paese lo stile che insegnavo.

Banzai: Oggi, dopo 15 anni di separazione, trova che il suo stile sia divenuto differente da quello di origine?

Urban: Certo, anche i nostri fisici sono differenti. Potrei dire che il mio stile si è evoluto rispetto a quello di origine come l'americano si è evoluto dalla lingua inglese.

Banzai: E vero che in America si insiste sull'aspetto dell'autodifesa?

Urban: L'autodifesa è l'essenza dell'arte marziale ed io non potrei concepire altrimenti. La base è imparare a combattere bene.

Seconda puntata

I Puntata

E' con grande curiosità che ci avviciniamo al TORA DOJO la palestra padovana   del M°  Gamba. Di Urban si dicono molte cose e tutte buone: come avviene per molti personaggi famosi, periodicamente giungono di lui notizie sensazionali e contraddittorie: Urban è alcolizzato, è morente, nuota nell'oro, è poverissimo, è stato arrestato, è più forte che mai ecc. Da Gamba apprendiamo che: 1) ha acconsentito a riceverci; 2) nonostante gli sia stata offerta ospitalità nel migliore   albergo preferisce vivere in palestra; 3) ha tenuto un ritmo di lezioni pesantissimo prodigando il suo insegnamento e non risparmiando gli allievi.

Entriamo, e dall'altra parte della materassina si avanza  Urban: dato il caldo ed avendo appena finito l'allenamento è in una tenuta sommaria (dei pantaloni neri    che ricordano quelli dei praticanti cinesi) i capelli meticolosamente pettinati, occhi profondi e magnetici, vestire curato, al collo l'immancabile asciugamano di spugna che è quasi una sua divisa: in lui tutto è personaggio.

Le presentazioni avvengono molto formalmente, ed il Maestro, con la ritualità dei gesti (credo di riconoscere il "segno segreto" di una famosa setta esoterica orientale ma non voglio investigare) e la voce chiara e modulata ci avviluppa dall'inizio in una atmosfera particolare. […]

Banzai: Ha conosciuto Bruce Lee? Cosa ne pensa?

Urban: Si, l'ho conosciuto al Madison Square Garden. Una personalità profondamente interessante, da rispettare. Lee non ha   mai voluto essere venerato ed ha avuto ragione. Bruce Lee è parte delle arti marziali, ma nessuno può essere più grande dell'arte stessa. La parte non può essere più grande del tutto come un dottore    non può essere più grande della medicina.

Banzai: Lei è stato il primo occidentale ad essere ammesso a studiare il Goju, quali sono state le sue impressioni?

Urban: All'inizio i Giapponesi mi hanno impressionato moltissimo. Poi è stata la mia volta di impressionarli, quando ho cominciato ad insegnare negli Stati Uniti e quando ho pubblicato il primo libro.

Banzai: Cos'è per Lei l'Arte Marziale?

"Non uno dei primi, io sono stato il primo"

"Autodifesa è agire in modo fulmineo"

"La gente non è importante,

sono i princìpi che sono importanti"

"Zen e Zelo, Energia e Nowingness"

"L'autodifesa è l'essenza dell'Arte Marziale"

"Il Karate è la mia religione"

Chi è Peter Urban Maestro 10° Dan.

Peter Urban, nato nel New Jersey da genitori greci e poi adottato da una

famiglia americana, aveva cominciato a interessarsi di sport da ragazzino.

A 17 anni si arruolò nella Marina degli Stati Uniti e fu mandato in Giappone.

Lì conobbe Richard Kim, americano, grandissimo maestro di Arti

Marziali e cominciò a frequentare le sue lezioni.

Peter dimostrava una particolare propensione per questa disciplina e

in poco tempo diventò il miglior allievo di Richard Kim. Questi lo

presentò ai due massimi maestri di Arti Marziali giapponesi Oyama

e Yamaguchi, i quali furono talmente entusiasmati da acogliere Peter nella

loro palestra preclusa agli stranieri.

Intanto il servizio militare era finito, ma i suoi superiori saputo degli

incredibili progressi che aveva fatto nel Karate, gli diedero un incarico

Banzai: Qualche suggerimento per lo sviluppo del KI?

Urban: Varia a seconda dell'individuo e del suo progredire. Per me rafforzare

il KI significa giocare a scacchi e scrivere due cose che sviluppano la

concentrazione. Mi sono dato il soprannome "la scala del Goju" significa che

nel progredire non bisogna saltare neppure uno scalino.

Banzai: Cosa pensa dello Zen?

Urban: Io sono forse l'unico che è riuscito a spiegare lo Zen in termini

occidentali: Zen e Zelo, Energia e Nowness l "adessità" essere nel tempo

presente il mio motto è "l'oggi è adesso".

Banzai: Cosa ne pensa dei gradi?

Urban: Sono un fenomeno interessante, ma bisogna considerarli a seconda

della società e della cultura in cui si trovano. Il valore di un grado varia

come l'insegnamento da un'università ad un'altra. I cinesi hanno un

modo per definire un Maestro che può anche applicarsi a S. Antronio:

è un maestro chiunque il cui nome sia ancora vivo 20 anni dopo la sua morte.

Banzai: Cos'é la cosa più importante dell'Autodifesa?

Urban: Il principio dell'azione implicita: agire in modo fulmineo.

Banzai: Cos'é per Lei lo stile?

Urban: Lo stile è quello di Miyagi e Yamaguchi: un qualcosa che

comprende tutto.

Urban: Una religione, nel senso di una cosa che fa bene ogni giorno. Il Karate è la mia maggior specialità ma io seguo tutte le Arti Marziali.

Banzai: Può definirci il KI?

Urban: Il KI è uno sviluppo della concentrazione. La magia non esiste, esiste solo la scienza per cui il KI è matematica e logica sistematica, immaginazione creativa ed autodisciplina interiore.

Banzai: Dunque c'é bisogno di uno stile?

Urban: Sì perché c'è una differenza tra i vari esseri umani. Non c'è uno stile superiore ad un altro ma una superiore tecnologia.

Banzai: Quali sono per Lei i più grandi artisti marziali della storia?

Urban: I militari! Occorre smetterla con la venerazione di Bruce Lee e degli orientali pensate ai Romani, ai Gladiatori. Il mio più grande eroe è Giulio Cesare, la sua sì era Arte Marziale. Pensate a Spartaco: quello si era full contact.

Bisogna smettere di venerare la gente e cominciare a venerare i principi.

 

di Claudio Regoli

(foto di Francesca Nardi).

qualsiasi per permettergli di restare in Giappone. Peter trascorreva settimane frequentando le palestre di Richard Kim, Oyama e Yamaguchi. A 25 anni era già 8° Dan e la sua fama era conosciuta in tutto il Giappone.

In quel periodo in Giappone il Karaté non era una disciplina sportiva, i combattimenti erano portati fino alle estreme conseguenze: spesso si finiva all'ospedale e qualcuno ci rimetteva anche la vita. Ma Peter non aveva paura. Voleva conoscere tutti i segreti delle vere Arti Marziali giapponesi.

Ad un certo momento abbandonò la palestra dei suoi maestri e cominciò a girare  per il Giappone, fermandosi dove si svolgevano combattimenti. Sfidò tutti i più celebri campioni vincendo sempre i suoi combattimenti, grazie alla sua abilità.

In queste peregrinazioni per il Giappone Peter Urban conobbe anche i lati negativi delle Arti Marziali. Frequentò palestre specializzate nell'addestramento di campioni "sicari" a servizio della malavita.

Dopo aver vinto oltre 40 Trofei si ritirò dalle competizioni. Fondò una sua palestra dedicandosi al solo insegnamento. Ha scritto diversi libri che sono letti in tutto il mondo. Con la esperienza acquisita nei vari settori delle Arti Marziali elaborò un suo metodo particolare chiamato Goju U.S.A. che è un misto delle tecniche di Karate tradizionale, di quelle del Ju-Jitsu e del Kung-Fu unite a certi accorgimenti delle lotte occidentali.

Il Mestro Urban è stato inoltre il pioniere delle arti Marziali in America.

II suo stile Goju U.S.A. è riconosciuto internazionalmente.

Banzai: E' l'aspetto sportivo che sembra essere particolarmente presente nel contact?

Urban: Io sono contrario il mio Dojo è come una chiesa e la mia scuola è scienza del Karate moderno americano

Banzai: La sua esperienza è solo giapponese o anche cinese?

Urban: I miei maestri: Richard Kim, Oyama, Yamaguchi, sono stati influenzati dai cinesi. La Cina è alla radice delle arti marziali.

Banzai: Cosa pensa delle proiezioni?

Urban: Fanno parte anche loro dell'arte marziale che comprende tutto, tutta la gamma dei movimenti e delle emozioni, non credo alle specializzazioni. Ho studiato in modo particolare il  Daito Ju Ryu Aika Jitsu con il M° KIM.In gioventù tutta la mia vita è stata dedicata alle Arti Marziali. Il Karate è la mia religione; la mia filosofia si può sintetizzare in "oggi è adesso" (today is now) ed ho dato a me stesso l'etichetta di maestro di American Karate.